Questi aspetti teorici
possono essere approfonditi con la lettura dell’articolo indicato
in Bibliografia.
Le psicologie umanistiche si caratterizzano
spesso per un approccio flessibile, in cui è favorito e facilitato
lo scambio di “tecniche”. Ed è perciò
facile che uno psicologo analitico-transazionale, nella sua formazione,
abbia acquisito anche alcune tecniche specifiche più tipicamente
Gestaltiche, o neo-reichiane, ecc.
Il fulcro della teoria dell’Analisi
Transazionale è comunque la transazione, cioè la relazione
di scambio (con l’altro o con sé). Si attribuisce quindi
molta importanza alla comunicazione, quale segnale esterno del nostro
mondo interno e quale canale di contatto con gli altri.
Sul piano pratico, per intraprendere un percorso conoscitivo di
sé con la collaborazione di uno psicologo di formazione analitico-transazionale
non è necessaria alcuna conoscenza specifica, né di
psicologia generale, né di Analisi Transazionale.
Vengono organizzati seminari didattico-esperienziali,
in cui brevi introduzioni teoriche dei concetti fondamentali dell’Analisi
Transazionale preludono a sperimentazioni pratiche individuali o
in gruppo, alternando così momenti teorici, pratici e di
discussione.
Si attivano pure cicli di incontri
su tematiche specifiche, scelte tra le principali aree di applicazione
sul piano individuale, ed anche su indicazione e richiesta da parte
degli Utenti.
ASPETTI ORGANIZZATIVI
* La frequenza ottimale è
di un’ora alla settimana per gli incontri
individuali, e di un incontro di due ore e mezza la settimana per
gli
incontri di gruppo.
I seminari e i cicli di incontri
“a tema” hanno un proprio specifico
calendario (in cui durata e frequenza sono scelte in funzione degli
obiettivi specifici).
* Gli incontri si svolgono nel rispetto
di alcune “regole”:
- non fumare
- non essere sotto l’effetto di droghe, farmaci o altre sostanze
- non violenza (né fisica né verbale)
- riservatezza
- puntualità e “presenza”. |